Joe Ontario - Recensioni

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DUE SOLD OUT IN  9  GIORNI  PER  JOE ONTARIO CON LA TCBBAND ITALY

 

Luglio è stato un mese da ricordare per Joe Ontario e la sua band: il giorno 20 nella suggestiva p.za Pilotta nel cuore della città di Parma, oltre mille spettatori hanno gremito l’elegante platea in ogni ordine di posti. L’ormai rituale rassegna estiva E’GRAND’ESTATE organizzata dallo storico Teatro Regio di Parma, alla quale hanno partecipato personaggi del calibro di Gloria Gaynor, the Blues Brothers Band, Dionne Warwick e Peter Cincotti ha visto quest’anno il debutto parmigiano dell’artista italocanadese. Per le due settimane precedenti, ben 60 bus hanno viaggiato per Parma e provincia con un cartellone che pubblicizzava l’evento

Il pubblico di Parma, solitamente molto critico e piuttosto freddino, abituato alle opere di Giuseppe Verdi , si è lasciato conquistare dopo pochi minuti da un Joe Ontario in splendida forma, salito sul grande palco con un jampsuit bianco. Proponendo , come sua consuetudine, una scaletta di una trentina di pezzi simile agli show di Presley anni 70, Joe ha inserito i suoi due brani personali ormai conosciuti al suo pubblico: “Day after day” e “I went to Rome”. Il concerto di Parma è da ricordare anche per la presentazione in anteprima mondiale del nuovo CD: “Joe canta Elvis”, un lavoro che già sta facendo discuteremoltissimi esperti e appassionati, ad iniziare dai vari blog specializzati. Per coloro che non hanno la fortuna di assistere al concerto, saranno in grado di rivivere l'esperienza come se fossero in realtà lì.

Il Cd è stato presentato la mattina stessa negli Studi di Radio Parma in una diretta di mezz’ora, dove Joe, accompagnato dal sottoscritto amico e coproduttore, ha risposto alle domande del DJ Andrea Gatti. Durante la trasmissione sono andati in onda per la prima volta ben 5 brani del CD.

Giornali e Televisioni locali hanno parlato per alcuni giorni di questo avvenimento parmigiano, anomalo per la città Ducale; uno spettacolo che i parmigiani ricorderanno per un pezzo.

Uno strappo alla regola Joe Ontario lo ha compiuto per la prima volta della sua carriera, concedendo vari bis, cioè tornando sul palco dopo “Can’t help falling in love” e improvvisando canzoni richieste a gran voce da un pubblico divenuto irriconoscibile dopo pochi minuti dall’esecuzione di “See see rider”. Applausi euforici e batter di piedi frenetici hanno accompagnato tutte le interpretazioni di un Joe Ontario desideroso di lasciare il segno in questa importante rassegna. Durante i dialoghi con il pubblico, Joe ha ricordato che Parma sarà la prima città in Italia ad avere dedicato una strada al nostro amatissimo Elvis Presley; l’iniziativa partita da chi scrive, è stata accolta con generosità dall’amministrazione comunale. Lo spettacolo si è protratto per due ore piene, due ore che hanno riscosso un vero successo di pubblico e di critica. Anche i più scettici, coloro che non sopportano a priori gli impersonators, hanno ammesso in massa di aver gradito uno show con i fiocchi. Un elogio è d’obbligo anche a tutti i ragazzi della band e alle coriste; in evidenza (per ragioni di ruolo) il grande Ivano Melcangi alla batteria e Pino Bova alla chitarra solista; Max Del Vecchio al basso, Giuseppe D’Amico alla chitarra ritmica.

La stupenda serata si è conclusa con un altro fuori programma: Joe che , dopo le foto di rito, scende dal palco e firma personalmente un centinaio di CD che altrettanti spettatori hanno acquistato in anteprima.

 

LA REPLICA

Il 29 luglio 2007 la replica nella località montana di Borgo Val di Taro conosciuta anche come Borgotaro, anche qui davanti a oltre 1000 spettatori, molti rimasti in piedi. Un enorme parcheggio al centro del paese è stato la cornice dell’evento voluto dall’Agenzia Novecento in collaborazione con l’Amministrazione Municipale di Borgotaro. Sindaco, vicesindaco e altre autorità hanno applaudito un'altra esibizione di Joe Ontario & TCB Band Italy (stessa formazione di P.za Pilotta a Parma); stessa scaletta, ma priva dei bis; stessa ressa di gente ad acquistare il Cd; molti spettatori sono saliti su quelle montagne dopo aver visto Joe nove giorni prima a Parma; molti tra il pubblico di lingua inglese e americana, generazioni di emigranti che abbandonarono la località in varie fasi storiche.

Ora c’è qualcuno che si sta dando da fare per realizzare un altro grande sogno: portare Joe Ontario al celebre Dinner and Dance all’Hilton Hotel di Londra nella primavera del 2008.

L’Associazione Valtarese si riunisce infatti ogni anno per un eccezionale e meraviglioso Gran Galà elegantissimo in uno degli alberghi più famosi del mondo; un occasione per stare insieme, per ricordare antiche storie di paese, per ascoltare buona musica e mangiare italiano.

I sogni sono quelli che hanno fatto andare avanti il mondo e a noi piace sognare, sìa di buon auspicio. Arrivederci quindi al Dinner and Dance 2008, invito riservato ai pochi fortunati che riusciranno ad introdursi all’Hilton londinese quella sera. Chissà Joe cosa si inventerà in un’occasione simile.

 

Marco Chierici

 

 

 


 

Michele Minisci, Joe e Marco Chierici

 

 

“Joe On” in concert at NAIMA BLUES CLUB

   

Uno dei più frequentati e importanti templi italiani della musica, ha ospitato uno straordinario concerto di Joe Ontario & TCB band Italy il 10 febbraio 2007; questo locale ormai storico è il NAIMA, celebre casa del blues situata a Forli, nel cuore della Romagna. Quando mancavano tre minuti alle ventitre, mi trovavo al fianco di Joe, dietro alla grande tenda di velluto rosso che separa la hall dalla grande sala; fuori una leggera pioggia batteva sulla strada; all’interno il pubblico ancora bisbigliava mentre, a luci spente, si poteva udire la suggestiva Also Sprach Zarathustra. Charlie ed io abbiamo accompagnato Joe sul palco, attraversando il locale tra gli applausi di due ali di folla impaziente. Quel pubblico numeroso, questa volta non era li per apprezzare del buon blues o una serata jazz, ma da li a pochi minuti, sarebbe saltato in mezzo alla sala a ballare il rock and roll. Il 10 febbraio 2007 rimarrà nel calendario del Naima come il ricordo di un grande concerto rock che Joe ha pilotato dall’inizio alla fine con una maestria da vero professionista del palcoscenico. I numerosi pezzi rock sono stati intervallati da magnifiche canzoni di una dolcezza infinita, come “My way”, “Are you lonesome tonight ?”, “I’ll never fall in love again”. Quest’ultima interpretazione è stata da molti esperti giudicata al livello di quella di un ragazzo di Memphis che si chiamava Elvis Presley. A dire il vero, non abbiamo mai sentito nessun altro artista al mondo interpretare Elvis in una maniera simile; sono da pelle d’oca le emozioni che Joe sa suscitare con le sue esibizioni on stage; ogni volta che lo accompagno in una sua tournèe, assisto alle stesse scene: fans che lo circondano per stringergli la mano, decine di flash che immortalano le sue carismatiche movenze, spettatori di ogni età che non riescono a rimanere fermi sulla sedia, telecamere puntate per novanta minuti verso il palco e applausi a non finire. Dopo la consueta “CC Rider”, abbiamo potuto ascoltare una straordinaria “Burning love”, “I got a woman”, “Proud Mary”, “You don’t have to say you love me”, solo per citarne alcune. La scaletta prevedeva ben 28 brani, ma sono divenuti 29 per la simpatica improvvisata “Viva Las Vegas”, a testimonianza del fatto che tutti i musicisti che stavano sul palco hanno Elvis nel loro cuore. La cordiale ospitalità di Michele del Naima, ha consentito a tanta gente, proveniente da varie città italiane, di partecipare  ad un avvenimento musicale che considero piuttosto raro da vedere nel nostro Paese. Non conosco un cantante residente in Italia che sappia tenere in vita il rock and roll come Joe Ontario, se qualcuno ne è al corrente, per favore mi avvisi. L’elegante Hotel San Giorgio era per metà occupato da persone giunte per vedere Joe Ontario in concert. Un sincero e amichevole plauso va naturalmente a tutti i componenti della Band: Pino Bova alla chitarra solista, Max del Vecchio al basso, Giuseppe d’Amico alla chitarra acustica, Ivano Melcangi alla batteria (reduce da una recentissima apparizione a RAI 2 nella trasmissione di Giancarlo Magalli), i quattro fiati, le due straordinarie coriste Nikka Di Cosola e Francesca Biancoli, Michel Accettura personal assistant.

Come in ogni simile occasione, Joe, anche questa volta, ha avuto nuove proposte e interessanti inviti per future performance, offerte che valuterà con calma nelle prossime settimane. Tra il pubblico del Naima, vi era un attentissimo ed illustre editore, il quale pare abbia in mano in esclusiva il manoscritto della prima biografia illustrata del cantante canadese. Questo signore è stato visto intrattenersi nella hall dell’hotel fino a notte fonda a parlare con Joe alla presenza della moglie Cathy e dell’autore stesso del libro. Alcuni fotografi sono stati notati fuori dall’albergo, intenti ad immortalare attraverso i vetri quella misteriosa riunione notturna. …ma nulla è trapelato…

Alla prossima puntata ragazzi, so che non mancherete.

Marco Chierici

 


 

 

 

9 settembre 2006 - Civitanova Marche ore 17.00

Una giornata tra amici vecchi & nuovi

 

 

 

 

di Bruno Pause

Per chi non è potuto essere con noi e per chi ha piacere di leggere del nostro bel incontro,eccovi il resoconto di una giornata speciale.
Dopo una “bella gita” in autostrada di quasi 600 km arriviamo a Civitanova Marche..sebbene l’appuntamento fosse appena per le ore 17.00..noi (io,Alex e sua moglie Lucia ) alle ore 11.30 antimeridiane eravamo già in riva al mare ad ammirare le alte onde che minacciosamente andavano a lambire la spiaggia ,tenendo così alla larga anche quei pochi bagnanti presenti.
Dopo alcune foto di rito ci siamo messi in contatto con Lina ,Antonia e Diego e ci siamo accordati per il ritrovo al “Moulin Rouge”( il locale del nostro ritrovo).
Dopo un pranzo piuttosto leggero i miei compagni di macchina vanno a riposare ..ma io che sono il più “giovane” di tutti… senza una precisa meta,me ne sono andato a spasso per i dintorni ad ammiarre le belleze del luogo.
All’avvicinarsi della fatidica ora dell’appuntamento io e Lina (scatter) abbiamo raggiunto il locale del nostro primo emozionante incontro,tra amici e simpatizzanti del nostro sito E.I.C.C.

In principio era il buio poi Lina,Antonia,Diego e Bruno hanno acceso la luce
ed improvvisamente siamo tornati indietro nel tempo, tutti ...i presenti e gli assenti dei grandi raduni e tutti insieme ci si è trovati in un posto senza coordinate o spazio temporale.. la magia dell’amicizia si era realizzata.

Di li a poco la nostra poetessa Antonia Pozzi arriva in compagnia della promessa “sorpresa” che si materializza ….in Joe Ontario.
Nell’attesa dell’arrivo degli ultimi fans ancora mancanti..ci siamo accomodati all’esterno della sala del Moulin Rouge …e una volta accomodati all’aria aperta espongo ai presenti “le custodie delle rarità” alla vista dei presenti e nel mostrare una piccola parte della mia collezione do via via le informazioni necessarie sull’origine di essi..in questo frangente arriva il caro amico Livio Monari (che non vedevo da ben 22 anni)…e proprio in quel momento ho per le mani la sua prima lettera che annuncia la nascita del suo club ..(nel lontano 1962)… alchè mi confida di non averla nemmeno lui….
continuo ad illustrare i miei pezzi da 90..passando dal “Moody Blue” LP in vinile bianco (valore $1500/2000) al primo SUN 78 giri “That’s all right” autografato da Elvis.(valore $ 3000/4000?) e qui Joe Ontario…resta “piuttosto” coinvolto alla visione di tale rarità..ma non è che l’inizio..e per non tediare qui per iscritto con i particolari che i presenti si sono dovuti assorbire..passo ad un pezzo considerato unico,parlo del “Legendary Performer vol.1” (picture disc) in versione di prova con l’immagine dei mitici Laurel & Hardy… valore approssimativo ?? $2000-5000-8000??..impossibile da valutare.
Altri due pezzi che hanno destato l’interesse dei presenti sono stati “Elvis Presley” LP-1254 (il primo LP di Elvis) autografato da Elvis mentre si trovava in un negozio di dischi a Memphis (all’epoca)..poi il 45 giri “Rags To Riches” che Elvis ricevette durante la sua stagione a Las Vegas all’International hotel, direttamente dalla sua casa discografica (completo di busta della stessa con data di consegna e firmata da Elvis).
L’ora è scoccata…entriamo e la bella sorpresa “Joe Ontario” si presenta a noi tutti e
ci racconta della sua passione per Elvis e alcuni cenni sulla sua carriera..che iniziò proprio a Recanati nel 1984 vincendo la gara tra gli Elvis impersonators con il brano “It Hurts Me” e io fino a quel momento non mi ero reso conto che Joe fosse quel vincitore che io vidi e fotografai all’epoca, essendo stato presente ..ma lui non si faceva chiamare Joe Ontario..pertanto non avevo collegato il fatto avvenuto 22 anni prima..mi ha fatto piacere venire a conoscenza di questo fatto..e mi ricordo perfettamente di lui vestito con una giacca di camoscio..ma soprattutto ricordo che lo avevo considerato il migliore e che la vittoria fu meritatissima..la sera di quella bella giornata dell’aprile 1984 si chiuse in bellezza con un bel concerto di Bobby Solo..e di Little Tony (ricordo che Bobby mi piacque molto) grazie a Livio..anche per questo.
Allora come nessuno se lo sarebbe aspettato..noi tutti nell’intimità del numero veramente a misura d’uomo abbiamo il piacere di ascoltare in assoluta esclusiva un intero concerto di un artista che non avevo ancora avuto il piacere di assistere di persona…(escludendo il 1984).. premetto da subito che non amo moltissimo chi vuole a tutti i costi imitare la voce di Elvis ..(dimenticando di avere una voce propria)
amo molto di più chi interpreta Elvis in maniera spontanea e non costruita…e magari riuscendoci bene.
Joe Ontario in parecchi brani ha quest’ultima da me auspicata caratteristica…per esempio in “Where did they go lord” Joe è superlativo poi in una “Surrender” fatta due volte (la prima senza musica).. a me è sembrata assai ben eseguita con una notevole voce e perfetta intonazione.
Lui stesso ammette di essere a suo perfetto agio nelle ballate..e pertanto in pezzi come “The girl I never loved” & “I’ll never fall in love again”..eccelle con una bella voce chiara e potente allo stesso tempo.
Altri pezzi della serata dove Joe si è dimostrato uno dei migliori Elvis singers..sono ; “long black limousine” “It hurts me” “Hound Dog”..insomma Joe non si è risparmiato.. e dei 6/7 pezzi che aveva annnuciato di voler fare…ne ha cantati una trentina.
In conclusione direi che abbiamo assistito ad un gran bel concerto..fatto su misura solo per noi..il che ha un gran valore aggiunto.Joe si è trattenuto con noi tutto il pomeriggio fino tarda sera e molto curiosamente (da vero Elvis fan) voleva sapere il valore di alcuni suoi dischi che possiede, curiosità che gli ho sodddisfatto con tanto piacere.
Un momento poetico (in fin dei conti Leopardi è di casa da queste parti) è stato quello della presentazione di due poesie appositamente “vergate” per l’occasione..la prima è dedicata a Livio (il nostro caro ed insostituibile artefice e pioniere della storia italiana dei fan club in Italia)..la seconda ..a sorpresa è stata scritta per me e a momenti mi prende un colpo..tanto era bella. Grazie Antonella da parte mia e di Livio.
In uno piccolo spazio “dedicato agli amici” si sono esibiti nell’ordine:
il duo “country-jazz-blues” in “Stuck on you”.. poi abbiamo ascoltato il nostro Diego Ricci,Johnny B-Good e Stefano.
Tra una chiacchera e l’altra e un filmato Elvisiano (gentilmente fornito da Livio) l’ora della cena sociale arriva..
Via tutti in macchina a seguire una bellissima Buick verde del 1953 appartenente a Stefano ,un vero appassionato ed intenditore..oltre che gran mangiatore di bistecche
(vedere la foto..Stefano è sulla sinistra).
Il locale prenotato per la cena è talmente strapieno che …ci dobbiamo “spalmare”su tavolate diverse…ma tutto alla fine va bene il cibo è ottimo i prezzi anche..perciò che si vuole di più a coronamento di una giornata trascorsa alla grande con tanti cari amici ??.la sola cosa che ci rammarica è : che è finita troppo presto..e non vediamo l’ora di fare il bis.

W Elvis,grazie amico.

 

   

 



 

Milano 2006

 

Il 27 maggio si è tenuta la prima edizione dell’Elvis Day di Milano presso il North Carolina Cafè, manifestazione organizzata da Massimo Duma, il quale ha voluto il miglior interprete, forse europeo, della musica di Presley, vale a dire Joe Ontario. Tra il folto pubblico anche il simpatico Enzo Iacchetti e la sua compagna Maddalena Corvaglia, nota ex velina di “Striscia la Notizia”, entrambi visibilmente coinvolti dallo straordinario talento del cantante italo-canadese. Dopo le città di Ravenna, Treviso, Manfredonia, ora anche Milano ha il suo Elvis Day a dimostrazione del fatto che, a quasi trent’anni dalla morte, il Re di Memphis continua ad avere milioni di fans di tutte le età. Artisti carismatici come Joe Ontario sono in grado di trascinare emotivamente anche i ragazzi che alla morte di Elvis dovevano ancora nascere. Al termine di un memorabile concerto composto da ben 30 pezzi interpretati magnificamente, Joe ha ringraziato uno per uno i dieci componenti della band e, una volta sceso dal palco con il suggestivo mantello “presleyano”, è stato affettuosamente abbracciato da un Iacchetti ancora inebriato da quei favolosi ritmi anni settanta; Enzo Iacchetti, disponibilissimo anche con i numerosi fotografi, unitamente alla Corvaglia, si è calorosamente complimentato con Joe Ontario trattenendosi con lui alcuni minuti. Prossimo appuntamento del cantautore di Toronto sarà, con ogni probabilità, la notte bianca di Milano prevista per il 24 giugno, durante la quale saranno allestiti vari palchi nel centro storico, uno dei quali ospiterà in prima serata un altro grande show di Joe Ontario e la TCB Band Italy con le intramontabili musiche rese note da Elvis Presley. Il cantante ha in fase di ultimazione un CD con una casa discografica milanese che dovrebbe essere pubblicato insieme alla sua prima biografia.

Marco Chierici

 

                                                


 

 

SINGING IN THE RAIN

JOE ONTARIO IN CONCERT

TREVISO - August 27th, 2005

 

         Una malefica pioggia ha cercato di ostacolare lo show di Joe Ontario all’Elvis Day di Ponzano Veneto ( Treviso ) il 27 agosto 2005. Odiosa e indisponente, quella pioggia è giunta sul prato di Ponzano esattamente alle 10,30 p.m., l’orario previsto per il concerto, facendo fuggire il numerosissimo pubblico sotto ai caratteristici shops allestiti su tutto il perimetro dell’area verde. I più temerari si sono accalcati alle transenne visibilmente entusiasti, applaudendo ognuno dei 28 pezzi di Elvis interpretati da Joe in modo esemplare e senz’altro unico nella storia del nostro Paese. Per la precisione, una delle magnifiche canzoni che abbiamo ascoltato sotto la pioggia, non era di Presley, bensì proprio di Joe Ontario: Day after day”, ormai conosciuta. E’ bene ricordare che stiamo parlando di un autore che ha scritto oltre cento brani, molti dei quali avremo occasione di risentirli e di approvarli. Ebbene, quella malefica, odiosa e indisponente pioggia, ha perso la sua battaglia ed il suo gesto dispettoso e così puntuale è fallito, perché la gente accorsa all’evento (stupendamente organizzato per il sesto anno da Franco Gasparin) ha fatto la fila alla biglietteria per entrare, ed ha continuato ad accedere con mantelle ed ombrelli aperti. Già al sopraggiungere di una Cadillac bianca anni 70’ , i presenti hanno capito che un personaggio straordinario stava per salire sul palco e anche coloro, che in quel momento erano distratti davanti ad una birra, all’attacco di “That’s all right mama”  hanno sobbalzato sulla sedia e non si sono persi nemmeno uno degli oltre novanta minuti dello spettacolo.  A chi ha già assistito ai concerti di Joe Ontario, non vi  è nulla da raccontare, per il semplice fatto che ci ritorna, e conosce bene le emozioni che lui può trasmettere; mentre a chi non lo ha mai visto dal vivo, possiamo mandare un invito “virtuale”, affinché possa contribuire ad allargare il suo ormai consistente seguito di fans, non se ne pentirà di certo.

         Finalmente anche il  pubblico del nord Italia avrà senz’altro altre occasioni, dopo Ravenna 2003 e Treviso 2005, in quanto Joe ha inevitabilmente iniziato ad attraversare la nostra nazione in lungo e in largo, cercando di adempiere alle richieste in sensibile aumento (si stanno organizzando “date” per il 2006 e indiscrezioni parlano di un grande evento a Pavia con un’orchestra di 22 elementi!). Accompagnato dalla TCB Band proveniente da Milano, (lo straordinario Pino Bova alla chitarra solista, l’inesauribile Ivano Melcangi alla batteria, il giovanissimo Giuseppe Vinci al piano, Luca al sax tenore, Max Delvecchio al basso, Stefania & Marco ai cori,  l’artista italocanadese, dopo la sopra citata  That’s all right, ha eseguito in rapida successione Mystery train con Tiger man, l’immancabile I got a woman, Hurt, Trying to get to you, Polk Salad Annie, You don’t have to say you love me, la magnifica I’ll never fall in love again, la conosciutissima Love me tender in versione 1972  e tante straordinarie canzoni che qui non voglio elencarvi, sapete perché? Perché sono certo che, chi sta leggendo questa pagina, avrà la sicura opportunità di ascoltarle personalmente dal vivo, molto presto, e non se le dimenticherà, parola mia.

 

Marco Chierici

www.marcochierici.com

 


La recensione di una giovanissima fan

presente allo Show di Ponzano Veneto - TV

 

Sono una grande fan di Elvis e ho 15 anni. Mio fratello mi aveva  parlato così tanto dell’Elvis Day di Ponzano che io da mesi non vedevo l’ora che cominciasse. Tramite internet avevamo scoperto che ci sarebbe stato anche Joe Ontario di cui avevamo letto articoli molto positivi. Ma noi, spinti dalla curiosità di sentire se la sua voce era davvero così calda e potente come avevamo letto, dal suo sito web, abbiamo scaricato alcune canzoni interpretate da lui: certo, non era Elvis, però era la voce che più si avvicinava a quella dell’inimitabile Re.

Anche dopo averlo ascoltato non eravamo ancora soddisfatti perché volevamo vederlo di persona e l’Elvis Day era una grande opportunità. Così arrivai a Ponzano con mio fratello e cinque suoi amici, nuovi al mondo di Elvis. Poco prima dell’arrivo di Joe cominciò a piovere piuttosto forte e buona parte della gente presente se ne andò senza sapere cosa si sarebbe persa. Io e mio fratello andammo a ripararci dalla pioggia sotto il palco, proprio di fronte a Joe.

Cominciarono le note dell’Also sprach Zarathustra e finalmente avremmo visto Joe Ontario.

Con un’incredibile energia Ronnie Tutt – Ivano Melcangi, alla batteria, introdusse le note di That’s all right mama ; ecco finalmente Joe entrare con una jumpsuit  bianca , occhiali “aviator” argentati e le immancabili white suede shoes. Il modo di impugnare l’asta del microfono, di tenere il tempo con le gambe e di muovere la chitarra alla fine di una canzone erano incredibilmente simili alle scene che ho guardato centinaia di volte nei vari Aloha e  That’s the way it is. Ma  la cosa che più mi ha colpito è stata la qualità vocale di Joe , grinta e potenza raggiungevano livelli strepitosi.  Immediatamente dopo That’s all right mama, Joe attaccò in ordine con I got a woman e Mystery train / Tigerman, mentre delle immagini di Elvis erano proiettate alle sue spalle. Joe ripropose le atmosfere passionali che il Re riusciva a creare nei suoi concerti cantando I’ll never fall in love again (che mi ha regalato una forte emozione perché è riuscito ad eseguirla magnificamente), Good time Charlie’s got the blues e You don’t have to say you love me che spesso sono poco proposte ma che Joe ha saputo ripresentarci in tutto il loro splendore. Poi quando pronunciò le prime parole di Hurt mi venne in mente la prima volta che la ascoltai dall’album From Elvis Presley Boulevard Memphis Tennesse e rimasi impressionata dalla somiglianza con la versione originale, la voce di Joe sembrava avere la stessa potenza infinita di quella di Elvis.

La TCB band Italy era davvero in sintonia con Joe, la chitarra di James Burton – Pino Bova bruciava sulle note di Johnny B. Goode, il basso di Jerry Scheff – Max scandiva il ritmo di Suspicious minds ; purtroppo non c’era Charlie Hodge - Michel Accettura- ma  un bravo Marco che si è comportato ugualmente con sicurezza porgendogli da bere (il brodo di pollo corretto con vodka come ha scherzato Joe) e gli dava i foulards che a intervalli studiati Joe lanciava tra il pubblico.

Fui una tra le fortunate  perché dopo aver interpretato Teddy bear- Don’t be cruel e Hound dog, Joe prese il foulard che aveva intorno al collo, lo baciò e me lo lanciò.

Lo spettacolo continuò sulle note di Fever, May way, Reconsider baby,  It’s now or never nella quale ha alternato la versione inglese a quella italiana e Polk Salad Annie, riproposta con tutto l’incredibile sound delle esibizioni di Elvis negli anni ’70.

Con grande emozione Joe ci fece ascoltare una tra le sue canzoni (ne è autore di più di cento), Day after day, (che io e mio fratello conoscevamo già a memoria), che fu apprezzata moltissimo anche da tutto il pubblico.

Quando Joe indossò il mantello della jumpsuit bianca e iniziarono le note di Can’t help falling in love, capimmo che purtroppo lo show stava per terminare e, dopo aver ringraziato il pubblico, lasciò il palco augurandosi di poter ritornare anche il prossimo anno.

Ed io sarò ancora in prima fila……

 

P.S. Joe ha annunciato che a breve intraprenderà  un’esperienza teatrale in cui sarà Elvis (e chi sennò?), sono sicura che sarà un successo, non vedo l’ora di poterlo andare ad applaudire!

Rita Marchiori

 


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ELVIS....RIVIVE IL RE DEL ROCK

JOE ONTARIO

SUCCESSO AL PALATOUR

Un migliaio di fan di Presley hanno apprezzato l'interprete italo-canadese (che non fa mai il sosia).

Nel Paese che non ha mai sperimentato la monarchia c'è stato un Re proclamato per acclamazione da un popolo intero, istintivamente libero e moderno: ELVIS PRESLEY era e sempre sarà "The King", e anzi negli Stati Uniti sono ancora in circolazione cartoline che immortalano il ragazzo del Mississippi con il presidente Richard Nixon negli anni sessanta e la didascalia: "The King and the President". Suggello iconografico della regalità artistica, quei costumi interi, fatti di alamari e spalline, sempre più difficili da indossare per l'ultimo Elvis ingrassato e forse ammalato, completati da mantelli che spandevano la polvere di stelle su un pubblico alla ricerca di evasione dalla preoccupazioni per un fidanzato mandato per combattere in Vietnam o dalla rabbia per un razzismo ancora troppo evidente.

Interpretare Elvis oggi è un impegno non facile, anche perchè nell'epoca dei taroccamenti spinti all'eccesso si rischia di sfociare nel concetto di <<sosia>>. Non è così per Joe Ontario artista italo-canadese. A quarantadue anni, è l'interprete per eccellenza del grande mito, perchè riesce a dimensionare la performance sulla base di tre elementi centrali: una voce straordinariamente identica a quella di "The King", una pronuncia "standard-American" perfetta per i 12 anni vissuti a Toronto, e l'immenso rispetto per Presley e la sua vita, oltre alla sua arte.

Al Palatour di Bitritto il concerto di sabato sera 26 febbraio è stato un trionfo. Il mito di Elvis pulsava, si muoveva sull'ampio palco sotto le sembianze di Ontario, alto e asciutto in mise celestina (pantaloni rigorosamente a zampa) con bottoni e decorazioni come si addice alla rievocazione presleyana e stivali bianchissimi. Occhiali scuri e ciuffo inevitabilmente hanno completato il look. Il timbro di voce è l'elemento che caratterizza l'artista barese e che manda in visibilio gente di ogni età. Dai quasi mille del Palatour di tanto in tanto spuntavano frotte di ragazzine che correvano sotto il palco a raccogliere i foulard lasciati cadere dal cantante ad intervalli studiati.

L'arrangiamento del direttore artistico ricalca l'atmosfera di quell'epoca e di quel mito. E tocca il punto più alto nell'interpretazione di My Way, il capolavoro di Sinatra che Elvis rilesse da nobile rockettaro con il suo piglio appena frenetica, come se la canzone imponesse una calma maltollerata dell'artista scalpitante di ritornare allo "scatenamento" di Long Tall Sally o Blue Suede Shoes o ancora Hound Dog. 

Capolavori, questi, riletti tutti con maestria da Ontario. Che ha il merito di rispolverare l'Elvis degli anni 70, forse meno sedimentato nella coscienza collettiva rispetto all'Elvis del Rock and Roll dei 50 e dei 60. E spuntano dal repertorio perle come A Little Less Conversation, Suspicious Minds e Unchained Melody, rinata nel 1989 come colonna sonora della pellicola Ghost (con Patrick Swayze e Demi Moore). 

Bravo Ontario, ed eccellente la TCB Band 2, composta da: Alex Chiarappa al pianoforte, Vito Ferrara alle tastiere, l'ex Quarryman Dino Rosco al basso, Stefano Del Sole alla batteria, i coristi NikkaDi CosolaFrancesca BiancoliAntonio Memeo Vito Palmisano, e poi la sezione fiatti con Guy Portoghese e Claudio De Paola (ai sax),Antonello Fanizzi (trombone), e Ricky La Torre (tromba), e Michel Accettura (Joe's personal assistant).

Lo spettacolo, due ore di adrenalina pura, è stato prodotto da Raffaele Abbinante

Servizio a cura di Carlo Stragapede pubblicato su "La Gazzetta del Mezzogiorno" del 28 febbraio 2005 

 

 


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                 IL  MIRIFICO  JOE ON STAGE in Manfredonia - 14 agosto 2004

Credo di essere stato, insieme alla mia famiglia, lo spettatore giunto da più lontano per assistere al concerto di Joe Ontario tenutosi a Manfredonia il 14 agosto 2004,  tra andata e ritorno ho percorso oltre 1500 chilometri, e sapete il perché? Perché questo straordinario artista è l'unico che io conosca in grado di farmi emozionare, addirittura di farmi commuovere. Ascoltavo Elvis Presley quando era ancora in vita, il primo nastro nel 1974, ma negli ultimi anni  confesso che tanti altri CD sono entrati in casa mia e sulla mia auto, tanta bella musica; poi venne il giugno del 2003 e mi ritrovai nei pressi di Ravenna dove alcuni gruppi di tutto rispetto interpretavano le canzoni del Re di Memphis, quella sera salì sul palco un individuo che non avevo mai visto né sentito, Joe Ontario, italo-canadese, era vestito come Elvis e si muoveva come Elvis, è incredibile, aveva la voce di Elvis. Mi alzai un sacco di volte per applaudirlo e acclamarlo e per tutto il viaggio di ritorno in autostrada pensai a quel cantante, alla sua classe mirabile, alle sue qualità grandiose. Così in seguito gli scrissi per avere un suo CD ed un video, fu gentilissimo senza nemmeno conoscermi. Ora, ogni volta che salgo in auto, non trovo mai nessuna stazione radio che mi soddisfi, allora alterno canzoni di Elvis a canzoni di Joe, sempre, ogni giorno. Mia figlia di 11 anni non mi consente di inserire nel lettore dischi di altri artisti, o Elvis o Joe, mi dice.
Il 14 agosto, già dalla mattina presto, ero ansioso di assistere al concerto, ho trascorso in piazza Giovanni XXIII tutto il pomeriggio, ho assistito all'allestimento del palco, alla sistemazione delle sedie, degli altoparlanti, dei microfoni, delle luci, fino a quando, finalmente è giunta l'ora dello show. Joe è apparso alcuni secondi dopo l'attacco di Also Sprach Zarathustra con il jumpsuit azzurro di Elvis On Tour scortato da sei bodyguards e, illuminato da un “occhio di bue”, è giunto fin sotto al palcoscenico, sul lato sinistro guardando il Duomo di Manfredonia. Con perfetta sincronia con la band è salito per interpretare That's all right.  Ricordo che nell'istante in cui il pubblico si è accorto che un cono di luce seguiva Joe, moltissime persone, trasognando, si sono alzate in piedi con le spalle al palco per applaudire euforicamente con vivido entusiasmo. La serie di canzoni seguite in rapida successione per circa due ore, sono state tutte accolte da un'ovazione dalle migliaia di spettatori che gremivano la piazza e le strade adiacenti. Teddy Bear con il simpatico lancio degli orsetti, Are you lonesome tonight? in cui Joe ha suonato la chitarra, Heartbreak Hotel, My way sublimata da una voce caldissima,  Hound dogIt's now or neverJohnny B.Goode, la strepitosa I'll never fall in love again, Love me tender, You don't have to say you love me, The wonder of you, Blue suede shoes, l'immancabileSuspicious minds con una grinta inimitabile, la commovente Unchained melody, la storica I really don’t want to know, fino alla triste Can't help falling in love, triste perchè ultima, lo capiscono anche i non esperti quando l'assistente Charlie sistema il mantello sulle spalle di Joe. Un concerto toccante e impressionante per tutti i veri fans.
Due sono state le canzoni interpretate e scritte da Joe Ontario, strepitose: 
I went to Rome (that day) Day after day, sono solo due preziose perle tra le cento di cui Joe è autore. Molti non sanno nulla della sua attività di autore di testi e di musiche, e questo sarebbe un argomento da approfondire e da urlare a tutto il mondo discografico non solo italiano. Interpretazioni sullo stile di Presley, ma scritte e musicate da lui stesso con straordinaria bravura e classe innata.  Quello di Manfredonia, faticosamente e magistralmente organizzato dal bravissimo Michele Fabrizio con l'aiuto dei suoi collaboratori, è stato uno dei più bei concerti ai quali io ho assistito. Il fatto più incredibile è che le televisioni nazionali non hanno ancora notato un personaggio simile, ma ho la certezza che recupereranno il tempo perduto, con tante scuse e tanti rimpianti.
 Io considero Joe Ontario il migliore tra i cantanti del panorama nazionale, giudizio per me ineluttabile, verace, reale e sincero; interprete di una musica senza tempo e senza tramonto, quella di Elvis Presley, ma anche in grado di dimostrare con la farina del suo sacco di essere degno dei migliori  autori e compositori professionisti.

 

Marco Chierici  (Parma)



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